
Contrariamente a quanto promettono le pubblicità, un TAN basso non significa quasi mai un prestito economico: è solo uno specchietto per le allodole.
- Il vero costo di un finanziamento è svelato solo dal TAEG, che include spese nascoste come polizze assicurative e costi di istruttoria.
- Le offerte a “tasso zero” sono spesso la trappola più grande, trasformando un semplice acquisto in una linea di credito revolving con interessi altissimi.
Raccomandazione: Ignora il TAN, usalo solo per capire la composizione degli interessi. Usa sempre e solo il TAEG come unica, vera bussola per confrontare le offerte e pretendi sempre il documento SECCI prima di firmare qualsiasi contratto.
Ti è mai capitato? Vedi la pubblicità di un nuovo smartphone, un’auto o un elettrodomestico con una scritta cubitale: “Tuo a TAN 0%!”. Sembra un’offerta imperdibile, un’occasione per pagare a rate senza costi aggiuntivi. Eppure, dietro questa promessa apparentemente cristallina si nasconde un mondo di sigle, clausole e costi nascosti che possono trasformare un affare in un salasso. La maggior parte dei consumatori si ferma al TAN (Tasso Annuo Nominale), credendo che rappresenti il costo del finanziamento, ma cade in una trappola ben orchestrata.
La verità è che il TAN racconta solo una piccola parte della storia: quella degli interessi puri. Il vero protagonista, l’unico indice che dovresti guardare con la massima attenzione, è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Ma se tutti dicono di guardare il TAEG, perché così tante persone finiscono per pagare molto più di quanto si aspettassero? Perché la vera chiave non è solo conoscere l’esistenza del TAEG, ma saperlo usare come uno strumento d’indagine, una lente d’ingrandimento per smascherare le tattiche commerciali e calcolare il vero costo emotivo ed economico di un finanziamento.
Questo non è un altro articolo che ti spiegherà la differenza tra due sigle. Questa è una guida pratica per trasformarti da consumatore passivo a detective finanziario. Ti forniremo gli strumenti per leggere tra le righe di un contratto, per capire dove si annidano i costi occulti e per usare il TAEG come la tua migliore arma di difesa. Scoprirai perché un prestito con un TAN più alto può essere, paradossalmente, più conveniente di uno a “tasso zero” e come il meccanismo dei mutui sia studiato per farti pagare quasi solo interessi per anni. È ora di riprendere il controllo.
Per navigare con sicurezza nel complesso mondo dei finanziamenti, è fondamentale comprendere ogni aspetto che ne determina il costo. Questo articolo è strutturato per guidarti passo dopo passo, dal confronto tra tassi fino all’analisi profonda del tuo piano di rimborso.
Sommario: La tua guida completa per decifrare il costo reale dei prestiti
- Perché un TAN basso può nascondere un TAEG altissimo nei prestiti al consumo?
- Come usare il TAEG per calcolare esattamente quanti interessi pagherai in totale?
- Polizze accessorie e spese d’istruttoria: cosa gonfia davvero il tuo TAEG?
- L’errore di accettare un’offerta promozionale senza leggere le condizioni del TAEG a regime
- Come comparare due prestiti con durate diverse usando il TAEG come bussola?
- Perché nei primi 5 anni di mutuo paghi quasi solo interessi alla banca?
- Come evitare le commissioni di sottoscrizione (fino al 4%!) che azzerano il rendimento del primo anno?
- Come leggere il piano di ammortamento alla francese per capire quanti interessi stai pagando?
Perché un TAN basso può nascondere un TAEG altissimo nei prestiti al consumo?
Il Tasso Annuo Nominale (TAN) è lo strumento di marketing preferito da banche e finanziarie. Essendo solo il tasso di interesse “puro” applicato al capitale prestato, è facile presentarlo con cifre basse o addirittura nulle per attirare i clienti. Tuttavia, il TAN non include nessuna delle spese accessorie che costituiscono il costo reale di un finanziamento. Qui entra in gioco il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), che per legge deve includere tutti i costi obbligatori legati all’erogazione del credito. La differenza tra i due può essere abissale e rivelatrice di una “trappola commerciale”.
Quando vedi un’offerta con TAN 0% ma un TAEG significativamente superiore, significa che il costo del prestito è stato interamente spostato su altre voci: spese di istruttoria della pratica, costi di incasso rata, imposte di bollo o, sempre più spesso, polizze assicurative presentate come necessarie. In questi casi, la banca non guadagna sugli interessi, ma su una serie di servizi accessori che il consumatore disattento finisce per sottoscrivere senza comprenderne l’impatto. L’esempio più pericoloso è la trasformazione di un acquisto a rate in una vera e propria linea di credito revolving.
Studio di caso: La trappola del “tasso zero” di MediaWorld
Un esempio emblematico è quello di un cliente che, per acquistare un iPhone da 800 euro, ha accettato un’offerta “TAN 0% e TAEG 0%” da MediaWorld. Come riporta un’analisi de La Legge per Tutti, una settimana dopo ha ricevuto un contratto per una linea di credito revolving Findomestic con un plafond di 2.000 euro, un TAN del 15,72% e un TAEG del 16,90%. L’acquisto si è trasformato in un’apertura di credito non richiesta, con interessi altissimi pronti a scattare su ogni futuro utilizzo.
Questo caso dimostra come un’offerta allettante possa mascherare un prodotto finanziario completamente diverso e potenzialmente molto oneroso. Per evitare queste situazioni, è essenziale diventare investigatori attivi e verificare ogni dettaglio prima di firmare.
Checklist: I punti chiave per smascherare un TAN ingannevole
- Verifica sempre il TAEG: Se il TAN è 0% ma il TAEG è superiore, fermati. Ci sono costi accessori nascosti come istruttoria, gestione pratica, incasso rata o polizze obbligatorie.
- Analizza il modulo SECCI: Prima di qualsiasi firma, pretendi il documento “Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori” (SECCI). Analizza con cura la sezione “costi” per identificare ogni singola voce di spesa.
- Confronta capitale e totale da rimborsare: Usa un simulatore o chiedi esplicitamente l’importo totale che dovrai restituire. Se questa cifra è superiore al capitale che hai richiesto, la differenza rappresenta il costo reale del finanziamento, indipendentemente dal TAN.
- Sii scettico sulle polizze: Chiedi se le polizze assicurative proposte sono obbligatorie per ottenere il credito a quelle condizioni. Spesso non lo sono, e puoi cercare alternative più economiche sul mercato.
- Diffida del revolving: Assicurati che il contratto sia per un prestito finalizzato (legato a un acquisto specifico) e non per l’apertura di una linea di credito revolving, che ha meccanismi e costi molto diversi.
Come usare il TAEG per calcolare esattamente quanti interessi pagherai in totale?
Il TAEG è la tua bussola finanziaria, l’indicatore più affidabile per comprendere il costo complessivo di un prestito. Non ti dice direttamente l’importo totale degli interessi in euro, ma è l’ingrediente fondamentale per calcolarlo. La sua forza sta nel fatto che, essendo una percentuale annuale, permette di confrontare mele con mele: due prestiti con durate o importi diversi possono essere valutati oggettivamente solo attraverso il TAEG. Un TAEG più basso significa, senza eccezioni, un prestito più economico.
Per passare dal TAEG al costo totale, devi guardare un altro dato cruciale presente nel documento SECCI: l’importo totale dovuto. Questa cifra è la somma del capitale che hai ricevuto in prestito e di tutti i costi (interessi, spese, imposte, ecc.). La formula per scoprire il costo reale del tuo finanziamento è quindi molto semplice:
Costo Totale del Credito = Importo Totale Dovuto – Capitale Finanziato
Ad esempio, se chiedi un prestito di 10.000 € e l’importo totale dovuto è 11.460,70 €, il costo effettivo che sosterrai sarà di 1.460,70 €. Questo semplice calcolo, che devi sempre fare prima di firmare, ti protegge da qualsiasi sorpresa. Per darti un punto di riferimento, secondo le rilevazioni più recenti, il TAEG medio per i prestiti personali in Italia si attesta intorno all’8,76%, anche se varia molto in base all’importo e alla durata.

Questa visualizzazione aiuta a comprendere come tutti gli elementi di costo confluiscano nel calcolo finale. Il documento SECCI è progettato per essere trasparente, ma devi sapere dove guardare. Cerca sempre le voci “Importo totale del credito” e “Importo totale da rimborsare” per avere un quadro chiaro e inequivocabile.
Polizze accessorie e spese d’istruttoria: cosa gonfia davvero il tuo TAEG?
Abbiamo stabilito che la differenza tra TAN e TAEG è data dai costi accessori. Ma quali sono esattamente queste voci e quanto pesano? Analizzarle nel dettaglio è come guardare al microscopio il DNA di un prestito. Le due componenti che più di tutte contribuiscono a “gonfiare” il TAEG sono le spese di istruttoria e le polizze assicurative (Credit Protection Insurance – CPI).
Le spese di istruttoria sono i costi che la banca addebita per valutare la tua richiesta di finanziamento. Possono essere una cifra fissa o una percentuale sull’importo richiesto e sono raramente negoziabili. Le polizze CPI, invece, rappresentano un’area molto più grigia. Formalmente, sono quasi sempre presentate come facoltative, ma la realtà è spesso diversa. Come sottolineato in un’indagine congiunta di IVASS e Banca d’Italia, la pressione commerciale per sottoscriverle è fortissima, al punto da farle percepire come un vincolo per ottenere il prestito.
Dalle indagini IVASS e Banca d’Italia sono emersi casi in cui l’erogazione del prestito è risultata sistematicamente abbinata alla sottoscrizione di una polizza nonostante la natura facoltativa. Indici di ‘penetrazione assicurativa’ superiori all’80% sono sintomatici del carattere vincolato.
– IVASS e Banca d’Italia, Indagine congiunta su polizze abbinate ai finanziamenti
Questa “obbligatorietà di fatto” ha un impatto devastante sul TAEG. Se una polizza è condizione necessaria per ottenere il credito alle condizioni proposte, il suo costo deve essere per legge incluso nel calcolo del TAEG. Altri costi ricorrenti, come le spese di incasso rata o l’imposta sostitutiva sui mutui, hanno un peso minore ma contribuiscono comunque al costo finale.
Per fare chiarezza, abbiamo riassunto le principali voci di costo e il loro impatto sul TAEG in questa tabella. Un’analisi comparativa mostra come ogni elemento contribuisca al costo finale che il consumatore deve sostenere.
| Tipo di Costo | Obbligatorietà | Impatto sul TAEG | Negoziabilità |
|---|---|---|---|
| Imposta sostitutiva mutuo | Obbligatorio per legge | Sempre incluso | Non negoziabile |
| Spese istruttoria/perizia | Imposto dalla banca | Sempre incluso | Parzialmente negoziabile |
| Polizze CPI | Formalmente facoltative ma spesso presentate come obbligatorie | Da includere se obbligatorie per ottenere il credito alle condizioni offerte | Sostituibile con polizza esterna |
| Spese incasso rata | Ricorrenti | Sempre incluse | Raramente negoziabili |
L’errore di accettare un’offerta promozionale senza leggere le condizioni del TAEG a regime
Le offerte promozionali sono un’altra arma a doppio taglio nel mondo dei finanziamenti. Spesso le banche propongono un “TAEG promozionale” valido solo per un periodo limitato o legato a condizioni specifiche (es. apertura di un conto corrente, accredito dello stipendio). Il consumatore, attratto dal tasso vantaggioso, rischia di ignorare il “TAEG a regime”, ovvero il tasso che verrà applicato una volta terminata la promozione. Questo errore può costare molto caro.
È fondamentale verificare sempre la durata dell’offerta e le condizioni che la mantengono attiva. Una clausola del tipo “tasso bloccato per 12 mesi” o “spread scontato per il primo anno” deve far suonare un campanello d’allarme. Devi chiederti: cosa succede dal tredicesimo mese? Spesso il TAEG a regime è significativamente più alto e annulla completamente il risparmio iniziale, soprattutto su prestiti di lunga durata. Un altro tranello comune, specialmente nei prestiti auto, è l’obbligo di versare un cospicuo anticipo (20-30%) e di accettare una durata molto breve (2-3 anni), che fa impennare l’importo delle rate mensili.
La differenza tra un TAEG promozionale e uno a regime può essere enorme, come dimostra il confronto tra le offerte di mercato. Un prestito può sembrare conveniente all’inizio, ma rivelarsi molto più costoso nel lungo periodo rispetto a un’alternativa con un TAEG iniziale leggermente più alto ma stabile nel tempo.
Esempio pratico: Confronto TAEG su un prestito da 15.000€ in 7 anni
Immaginiamo di confrontare tre offerte. Findomestic potrebbe proporre un TAEG del 7,88% con una rata di 231€, per un costo totale di 19.400€. Sella potrebbe avere un TAEG del 9,32% e una rata di 241€ (costo totale 20.200€). Compass, infine, un TAEG del 13,32% con rata da 267€ (costo totale 22.600€). A prima vista, Findomestic sembra la scelta migliore. Ma se il suo TAEG fosse promozionale e dopo un anno salisse al 10%? Il costo totale finale potrebbe superare quello di Sella. Questo dimostra l’importanza di guardare al costo complessivo lungo tutta la durata del finanziamento, non solo all’offerta di lancio.
La lezione è chiara: non fermarti mai alla superficie di un’offerta. Chiedi sempre quale sarà il TAEG a regime e leggi attentamente tutte le clausole del contratto. Solo così potrai fare un confronto corretto e scegliere l’offerta davvero più conveniente per te nel lungo periodo.
Come comparare due prestiti con durate diverse usando il TAEG come bussola?
Confrontare due prestiti con la stessa durata è semplice: vince quello con il TAEG più basso. Ma come si fa quando le durate sono diverse? Ad esempio, un prestito a 24 mesi contro uno a 84 mesi. Qui il TAEG rimane la tua bussola, ma devi capire come la durata influenzi la sua composizione. L’elemento chiave da considerare è l’impatto dei costi fissi.
Spese come l’istruttoria della pratica sono costi una tantum. Il loro peso sul TAEG è tanto maggiore quanto più breve è la durata del prestito. Questo perché il costo viene “spalmato” su un numero inferiore di anni. Ad esempio, come evidenziato da un’analisi di settore, una spesa di istruttoria fissa di 300€ su un prestito di 10.000€ ha un’incidenza molto diversa se la durata è di 2 o 7 anni. Su un prestito breve, può far schizzare il TAEG di diversi punti percentuali rispetto al TAN, mentre su un prestito lungo il suo impatto è più diluito.
Allungare la durata del prestito, quindi, abbassa l’importo della rata mensile e riduce l’incidenza annualizzata dei costi fissi sul TAEG. Tuttavia, questo non significa che sia sempre la scelta più conveniente. Una durata maggiore implica che pagherai interessi per un periodo più lungo, e quindi l’importo totale degli interessi versati alla fine sarà più alto. La scelta dipende dalle tue priorità: preferisci una rata mensile più leggera (durata lunga) o un costo totale del credito inferiore (durata breve)?
La tabella seguente illustra chiaramente questo meccanismo. A parità di capitale e costi fissi, l’impatto di questi ultimi sul TAEG diminuisce drasticamente all’aumentare della durata del finanziamento.
| Parametro | Prestito 24 mesi | Prestito 60 mesi | Prestito 84 mesi |
|---|---|---|---|
| Capitale | 10.000€ | 10.000€ | 10.000€ |
| Spese fisse | 300€ | 300€ | 300€ |
| Impatto annualizzato sul TAEG | +1,50% circa | +0,60% circa | +0,43% circa |
| Rata mensile (TAN 5%) | 438€ | 189€ | 141€ |
In conclusione, quando confronti prestiti con durate diverse, usa il TAEG per avere un’indicazione del costo annualizzato, ma non dimenticare di calcolare l’importo totale che dovrai restituire. Solo l’incrocio di questi due dati (rata mensile sostenibile e costo totale accettabile) ti guiderà verso la scelta ottimale per le tue finanze.
Perché nei primi 5 anni di mutuo paghi quasi solo interessi alla banca?
Se hai un mutuo o stai pensando di accenderne uno, probabilmente hai sentito parlare del “piano di ammortamento alla francese”. È il metodo di rimborso più diffuso in Italia e ha una caratteristica fondamentale che ogni mutuatario dovrebbe conoscere: la rata mensile è costante, ma la sua composizione cambia drasticamente nel tempo. Nei primi anni, la stragrande maggioranza di ciò che paghi va a coprire gli interessi, mentre solo una minima parte serve a rimborsare il capitale che hai preso in prestito.
Questo meccanismo è studiato a vantaggio della banca. Assicurandosi di incassare la maggior parte degli interessi all’inizio, l’istituto di credito minimizza il suo rischio. Per te, invece, significa che nei primi anni il tuo debito residuo scende molto, molto lentamente. Non è un’esagerazione: su un mutuo trentennale, è comune che nei primi 5-10 anni oltre l’80% della rata sia composta da quota interessi. Stai, di fatto, pagando alla banca il suo guadagno prima ancora di iniziare a restituire seriamente il prestito.
Questa struttura ha una conseguenza pratica molto importante: rende poco convenienti le estinzioni anticipate nei primi anni del mutuo. Se decidessi di estinguere il debito dopo pochi anni, scopriresti con amarezza di aver rimborsato una quota di capitale irrisoria, nonostante le migliaia di euro già versate. Hai pagato soprattutto interessi, che non ti verranno restituiti.
La peculiarità del metodo francese consiste nel calcolare rate tutte uguali con quota interessi inizialmente molto alta e decrescente, e quota capitale inizialmente molto bassa ma crescente. Questo rende poco convenienti le estinzioni anticipate dei mutui dato che nei primi anni si corrisponde una quota di interessi di gran lunga superiore alla quota capitale.
– Studio Legale Andreani, Analisi del piano di ammortamento alla francese
Essere consapevoli di questo squilibrio è il primo passo per non avere brutte sorprese. Quando analizzi un’offerta di mutuo, non guardare solo la rata e il tasso, ma chiedi sempre il piano di ammortamento dettagliato e osserva come si evolve nel tempo la ripartizione tra quota capitale e quota interessi.
Come evitare le commissioni di sottoscrizione (fino al 4%!) che azzerano il rendimento del primo anno?
Spostandoci dai prestiti agli investimenti, incontriamo un altro tipo di costo occulto: le commissioni di ingresso o sottoscrizione. Sebbene non rientrino nel calcolo del TAEG di un prestito, è fondamentale conoscerle perché si basano sulla stessa logica: costi anticipati che erodono il tuo capitale. Quando investi in prodotti come fondi comuni, la banca o il consulente può addebitare una commissione iniziale che può arrivare fino al 3-4% della somma investita. Questo significa che se investi 10.000 euro, fino a 400 euro vengono prelevati subito, prima ancora che il tuo investimento abbia avuto la possibilità di generare un rendimento.
Questo costo iniziale ha un effetto devastante: il tuo investimento parte in negativo. Se il mercato dovesse rendere il 4% nel primo anno, tu avresti semplicemente recuperato la commissione pagata, chiudendo l’anno a zero. Di fatto, hai perso un intero anno di potenziali guadagni. Anche nel contesto dei prestiti, questa logica si applica alle spese di istruttoria elevate, che rappresentano un costo “upfront” che paghi a prescindere dal futuro del finanziamento.
Come difendersi? La trasparenza è la tua migliore alleata. Sia che tu stia valutando un investimento o un prestito, devi porre le domande giuste e pretendere risposte chiare e documentate. Non accontentarti mai di risposte vaghe. La normativa prevede che gli istituti di credito espongano tutti i costi in modo chiaro sulla documentazione precontrattuale (come il SECCI per i prestiti o il KIID/KID per gli investimenti).
Prima di firmare qualsiasi cosa, fai al tuo consulente o all’impiegato di banca queste domande dirette:
- “Oltre a questo costo/tasso, quali sono TUTTI gli altri costi, iniziali e ricorrenti, che dovrò sostenere?”
- “Può mostrarmi nel documento ufficiale (SECCI/KIID) dove sono elencate esattamente queste spese?”
- “Esistono alternative senza costi di ingresso o con spese di istruttoria più basse?”
- “Qual è l’importo totale che dovrò rimborsare/che risulterà investito al netto di tutte le commissioni iniziali?”
Confrontare le commissioni con alternative più efficienti, come gli ETF (Exchange Traded Funds) che tipicamente non hanno costi di ingresso, o cercare finanziamenti con spese di istruttoria ridotte, può fare una differenza enorme sul risultato finale del tuo piano finanziario.
Da ricordare
- Il TAN è un indicatore puramente di marketing; il TAEG è l’unico indice che rappresenta il costo reale e totale di un finanziamento.
- Le spese d’istruttoria, i costi di gestione e le polizze assicurative “facoltative” sono i costi nascosti più comuni che fanno lievitare il TAEG.
- Il piano di ammortamento “alla francese”, standard per i mutui in Italia, è strutturato per farti pagare quasi esclusivamente interessi nei primi anni, rendendo le estinzioni anticipate poco convenienti.
Come leggere il piano di ammortamento alla francese per capire quanti interessi stai pagando?
Abbiamo visto che il piano di ammortamento “alla francese” privilegia il rimborso degli interessi nella fase iniziale del mutuo. Ma come si legge concretamente questo documento per avere piena consapevolezza di quanto stiamo pagando? Il piano di ammortamento è una tabella dettagliata che scompone ogni singola rata del tuo mutuo nelle sue due componenti: quota capitale (la parte di rata che restituisce il debito) e quota interessi (la parte di rata che rappresenta il guadagno della banca).
La prima cosa da osservare è che, mentre l’importo della rata rimane costante per tutta la durata del mutuo (se a tasso fisso), le due quote interne si muovono con una logica opposta: la quota interessi è altissima all’inizio e decresce ad ogni pagamento, mentre la quota capitale è bassissima e aumenta progressivamente. Il punto di svolta, ovvero quando la quota capitale supera la quota interessi, arriva molto tardi. Su un mutuo trentennale, ad esempio, il punto di pareggio viene raggiunto solo dopo 15-18 anni.

Questa immagine rende visivamente l’idea di come il calcolo sia strutturato per favorire l’istituto di credito nelle prime fasi del rimborso. Per renderlo ancora più chiaro, prendiamo un esempio pratico.
Esempio pratico: Mutuo di 200.000€ a 20 anni
Consideriamo un mutuo a tasso fisso del 3,40% su un capitale di 200.000 euro per 20 anni. La rata mensile costante sarà di 1.149,67 euro. Analizzando il piano di ammortamento vedremo che:
- Prima rata: Quota interessi ≈ 567€, Quota capitale ≈ 582€.
- Dopo 5 anni (60 rate): La quota interessi sarà scesa a ≈ 450€ e la quota capitale salita a ≈ 700€. Avrai pagato circa 69.000€, ma il tuo debito residuo sarà ancora di circa 160.000€.
- Dopo 10 anni (120 rate): Il punto di pareggio è vicino. Avrai pagato circa 138.000€, ma il debito residuo sarà ancora di circa 112.000€.
Leggere il piano di ammortamento non serve a cambiare le condizioni, ma a darti una consapevolezza fondamentale. Ti aiuta a capire perché il tuo debito scende così lentamente e a prendere decisioni informate su eventuali rinegoziazioni o estinzioni anticipate, valutando il momento migliore per agire.
Comprendere questi meccanismi ti ha fornito gli strumenti per analizzare criticamente qualsiasi offerta di finanziamento. Il passo finale è trasformare questa conoscenza in azione. Non essere un consumatore passivo: chiedi, confronta e negozia. Il prossimo passo logico è applicare questi principi al tuo prossimo acquisto o alla rinegoziazione del tuo mutuo. Pretendi sempre il documento SECCI e usa il TAEG non solo come un numero, ma come una leva per ottenere condizioni migliori e proteggere le tue finanze.
Domande frequenti su TAN e TAEG
Il TAEG mi dice direttamente quanto pagherò di interessi?
No, non direttamente. Il TAEG è un indicatore percentuale del costo totale su base annua ed è lo strumento principale per confrontare diverse offerte. Per sapere l’importo esatto degli interessi e delle spese in euro, devi calcolare la differenza tra “importo totale dovuto” e “capitale finanziato”, due voci che trovi nel documento SECCI.
Come calcolo il costo totale effettivo del mio prestito?
Il modo più semplice è usare i dati del modulo SECCI. Ad esempio, per un finanziamento di 10.000€ in 5 anni con un TAEG del 5,50%, il documento potrebbe indicare una rata mensile di 191€. Moltiplicando la rata per il numero di mesi (191€ * 60 = 11.460€), ottieni l’importo totale da versare. Il costo totale del credito sarà quindi 11.460€ – 10.000€ = 1.460€.
Dove trovo il costo totale nel contratto?
Prima ancora del contratto, devi trovarlo nel documento pre-contrattuale obbligatorio chiamato SECCI (Standard European Consumer Credit Information). Questo foglio informativo standardizzato è progettato per rendere trasparenti tutti i costi. Il TAEG indicato nel SECCI include sia gli interessi (rappresentati dal TAN) sia tutte le spese obbligatorie per l’apertura, la concessione e il rimborso del credito.