Pubblicato il Maggio 15, 2024

L’investimento mensile non è una scommessa, ma una strategia comportamentale per trasformare l’ansia da mercato in un vantaggio.

  • Lasciare i soldi fermi garantisce una perdita certa a causa dell’inflazione, mentre la volatilità dei mercati è un rischio gestibile.
  • Un Piano di Accumulo (PAC) automatizza le decisioni, comprando a prezzi diversi e riducendo l’impatto emotivo delle oscillazioni.

Raccomandazione: Iniziare con un PAC automatico su un ETF a basso costo è il modo più efficace per far lavorare i propri soldi e disinnescare la paura della volatilità.

Vedere il proprio conto corrente con una cifra stabile dà un falso senso di sicurezza. Ogni mese, quei 200 euro che scegliamo di non investire, pensando di proteggerli, in realtà perdono silenziosamente valore. Il colpevole ha un nome preciso: inflazione. In Italia, anche un tasso apparentemente basso erode costantemente il potere d’acquisto. Molti, però, associano l’idea di “investire” a un casinò, un luogo di pura speculazione dove si può perdere tutto da un momento all’altro. Questa percezione, alimentata dalla paura della volatilità, è il più grande ostacolo a una sana gestione finanziaria.

Si parla spesso di diversificazione, di orizzonti temporali lunghi e della scelta tra azioni e obbligazioni. Questi sono concetti validi, ma non affrontano il problema centrale: la nostra reazione emotiva di fronte a un grafico che scende. La tentazione di vendere tutto in preda al panico è ciò che trasforma un investitore in un perdente, non il mercato stesso. E se la vera chiave non fosse cercare di prevedere i mercati, ma adottare un sistema che ci renda immuni alla loro imprevedibilità? Se la soluzione fosse un meccanismo che trasforma la volatilità da nemico a nostro alleato?

Questo articolo non è l’ennesimo elenco di consigli generici. È una guida strategica, pensata per il risparmiatore italiano prudente, che dimostra, dati alla mano, come un investimento mensile programmato sia un vero e proprio “vaccino psicologico” contro l’ansia da investimento. Esploreremo come costruire un portafoglio, analizzeremo gli errori emotivi più comuni e vedremo, passo dopo passo, come impostare un Piano di Accumulo (PAC) per dimenticarsi della volatilità e iniziare finalmente a costruire il proprio futuro finanziario.

Per coloro che preferiscono un approccio differente, il video seguente offre un classico spunto di ispirazione musicale, un promemoria sull’importanza dell’impegno e del non arrendersi – qualità essenziali per ogni investitore a lungo termine.

Per navigare al meglio tra i concetti chiave di questa strategia, abbiamo strutturato l’articolo in otto sezioni fondamentali. Il sommario seguente vi guiderà attraverso ogni passaggio, dalla comprensione della paura alla sua gestione pratica.

Perché la volatilità dei mercati spaventa ingiustamente il 70% dei piccoli risparmiatori?

La paura della volatilità è la barriera psicologica più grande per chi si avvicina agli investimenti. Vedere il valore del proprio portafoglio oscillare quotidianamente genera un’ansia che porta all’inazione. Tuttavia, questa paura ci fa concentrare sul nemico sbagliato. Il vero pericolo, silenzioso e costante, è l’inflazione. Anche un +1,0% di inflazione media annua in Italia, come registrato nel 2024, significa che 10.000 euro fermi sul conto perdono 100 euro di potere d’acquisto in un solo anno, una perdita garantita e irreversibile.

D’altra parte, la volatilità è una caratteristica intrinseca di qualsiasi asset che offra un rendimento superiore all’inflazione, non solo delle azioni. Molti risparmiatori italiani considerano i Titoli di Stato, come i BTP, un rifugio sicuro. Eppure, anche questi strumenti non sono esenti da oscillazioni di prezzo. Ad esempio, un BTP a lunga scadenza, pur offrendo un rendimento interessante, presenta una significativa volatilità di prezzo se si ha la necessità di venderlo prima della scadenza. La sua quotazione sul mercato secondario varia in base ai tassi di interesse correnti: se i tassi salgono, il prezzo del vecchio BTP con un rendimento inferiore scende.

L’errore è quindi demonizzare la volatilità invece di imparare a gestirla. La percezione del BTP come “sicuro” e dell’azionario come “rischioso” è una semplificazione eccessiva. Entrambi presentano rischi e opportunità. Il punto non è evitare a tutti i costi le oscillazioni, ma adottare una strategia che le renda irrilevanti o, come vedremo, addirittura vantaggiose nel lungo periodo.

Come costruire un portafoglio bilanciato partendo da 1.000€ senza costi eccessivi?

Superata la paura iniziale, il passo successivo è costruire un portafoglio. L’idea di dover selezionare singole azioni spaventa, ma fortunatamente esistono strumenti creati apposta per semplificare questo processo: gli ETF (Exchange Traded Funds). Un ETF è come un contenitore che replica l’andamento di un intero indice di mercato (ad esempio, le 500 più grandi aziende americane o le 40 principali aziende italiane), permettendo di acquistare con una sola operazione un paniere diversificato di centinaia di titoli. Questo abbatte il rischio legato al fallimento di una singola azienda.

In Italia, iniziare è più semplice ed economico di quanto si pensi. Per un risparmiatore che parte con una cifra come 1.000€ e vuole versare 200€ al mese, la scelta del broker giusto è fondamentale. È cruciale optare per un intermediario in regime amministrato, che si occupa di calcolare e versare le tasse per conto del cliente, semplificando enormemente la gestione fiscale. Due delle soluzioni più popolari e convenienti in Italia sono Fineco e Directa, entrambe offrono piani di accumulo (PAC) su ETF a zero commissioni di negoziazione.

Composizione visiva di diversi asset finanziari rappresentati da elementi geometrici colorati

La costruzione pratica del portafoglio può seguire pochi, semplici passi: scegliere un broker a regime amministrato, selezionare uno o due ETF globali (come uno sull’indice MSCI World) dalla lista di quelli senza commissioni, decidere l’importo e la data del versamento mensile, e attivare il PAC automatico. Questa “inerzia programmata” è il cuore della strategia per gestire l’emotività.

Per chi è all’inizio, un portafoglio semplice basato su un unico ETF azionario globale può essere più che sufficiente. L’importante è iniziare, perché la vera magia, come vedremo, la fa il tempo.

Azioni o obbligazioni: quale asset class scegliere per un orizzonte di 5 anni?

Una volta deciso di investire, la domanda successiva è: dove? Le due grandi famiglie di asset sono le azioni e le obbligazioni. Le azioni rappresentano una quota di proprietà di un’azienda e il loro valore cresce (o cala) con le performance dell’azienda stessa. Le obbligazioni, come i BTP italiani, sono prestiti a uno Stato o a un’azienda, che pagano un interesse (cedola) e restituiscono il capitale a scadenza. Storicamente, le azioni offrono rendimenti maggiori nel lungo periodo, ma con più volatilità. Le obbligazioni sono più stabili, ma con rendimenti inferiori.

In Italia, la scelta è spesso influenzata dalla fiscalità: la differenza fiscale italiana favorisce i titoli di stato, con una tassazione sui rendimenti del 12,5% per i BTP contro il 26% per gli ETF azionari e le azioni. Questo vantaggio fiscale rende i BTP molto attraenti, ma bisogna fare attenzione all’orizzonte temporale. Un orizzonte di 5 anni è considerato medio-breve nel mondo degli investimenti. Un BTP Valore, per esempio, offre un rendimento prevedibile e il vantaggio fiscale, ma blocca il capitale per 6 o 7 anni per ottenere il premio fedeltà. Venderlo prima può esporre a perdite in conto capitale se i tassi di interesse nel frattempo sono aumentati.

Per un orizzonte di 5 anni, un portafoglio bilanciato che includa una componente azionaria (tramite ETF) è spesso la scelta più logica per cercare un rendimento superiore all’inflazione. Sebbene la volatilità possa essere maggiore, la diversificazione di un ETF globale e l’orizzonte temporale di 5 anni aiutano a mitigare le oscillazioni. Affidarsi unicamente a obbligazioni a breve termine o liquidità per un periodo così lungo rischia di non generare una crescita reale del capitale, una volta considerata l’inflazione e la tassazione.

L’errore emotivo che brucia il 30% dei rendimenti durante una correzione di mercato

Il più grande distruttore di ricchezza per un investitore non è una crisi economica, ma la sua reazione ad essa. Studi comportamentali dimostrano che gli investitori privati tendono a ottenere rendimenti significativamente inferiori a quelli del mercato stesso. Il motivo? Comprano quando il mercato è ai massimi (spinti dall’euforia) e vendono quando è ai minimi (spinti dal panico). Questo ciclo di “compra alto, vendi basso” è l’esatto opposto di ciò che andrebbe fatto e può bruciare fino a un terzo dei potenziali guadagni nel lungo termine.

Questa reazione è profondamente umana. La paura di perdere denaro è più forte del desiderio di guadagnare. Quando i mercati scendono del 10% o 20% (una “correzione”, evento normale e ciclico), l’istinto primordiale urla di “mettersi in salvo”, vendendo tutto per fermare l’emorragia. È un errore catastrofico, perché trasforma una perdita temporanea e sulla carta in una perdita reale e definitiva, impedendo di partecipare alla successiva ripresa, che spesso è tanto rapida quanto il crollo.

Mani che stringono nervosamente una penna sopra grafici finanziari sfocati

Come sottolinea la ricerca di Moneyfarm, persino nei mercati obbligazionari percepiti come sicuri, il rischio è una componente necessaria per ottenere un rendimento. Lo spread tra BTP e Bund tedesco ne è un esempio lampante.

Per rendere appetibili i propri titoli, uno Stato deve offrire un tasso di rendimento proporzionato. Il Bund tedesco funge da benchmark: lo spread tra Btp e Bund esprime lo scarto tra la probabilità che Italia e Germania onorino il debito. Tanto più elevato il differenziale, tanto maggiore l’interesse promesso.

– Moneyfarm Research, Glossario Finanza – Spread

La soluzione a questo autosabotaggio è avere un piano e seguirlo con disciplina. Prima che arrivi la tempesta, è utile prepararsi una checklist anti-panico per razionalizzare le decisioni nei momenti di stress.

Il tuo piano d’azione anti-panico: 5 domande da porsi prima di vendere

  1. Le mie necessità finanziarie immediate sono cambiate oggi rispetto a ieri?
  2. Il mio orizzonte temporale di investimento è ancora di almeno 5-10 anni?
  3. Le centinaia di aziende globali nel mio ETF stanno davvero per fallire tutte contemporaneamente?
  4. Sto investendo con un PAC automatico che sta, di fatto, comprando più quote a prezzi più bassi?
  5. Ho un fondo di emergenza liquido e separato dagli investimenti per coprire spese impreviste?

Quando entrare sui mercati: meglio investire tutto subito o dilazionare in 12 mesi?

Una delle domande che paralizza maggiormente i nuovi investitori è: “È il momento giusto per entrare?”. La tentazione di aspettare il “momento perfetto”, magari dopo un crollo, è forte. La realtà, però, è che il *market timing* (cercare di prevedere i massimi e i minimi) è statisticamente un gioco perso in partenza, anche per i professionisti. Il rischio di rimanere fuori dal mercato in attesa del momento giusto è spesso più costoso del rischio di entrare in un momento non ottimale.

Per chi dispone di una somma iniziale (es. 10.000€), si presentano due strategie principali: Lump Sum (investire tutto subito) e Dollar Cost Averaging (DCA), che in Italia prende la forma del PAC (investire la somma a rate, ad esempio in 12 mesi). Statisticamente, su orizzonti lunghi, il Lump Sum tende a performare meglio circa due terzi delle volte, semplicemente perché il mercato ha una tendenza storica a salire, e quindi “più tempo nel mercato” è meglio di “cercare il momento giusto per entrare nel mercato”.

Tuttavia, dal punto di vista psicologico, il PAC è infinitamente superiore per un investitore prudente. Investire tutto subito ed assistere a un crollo del 20% il mese successivo può essere un’esperienza devastante che porta a vendere in perdita e a non investire mai più. Il PAC, invece, funge da ammortizzatore emotivo. Dilazionando l’ingresso, si media il prezzo di acquisto: si comprano meno quote quando i prezzi sono alti e più quote quando i prezzi sono bassi. Questa dinamica rende le correzioni di mercato meno spaventose e, anzi, le trasforma in opportunità per “fare il pieno” a prezzi scontati. Broker come Scalable Capital permettono PAC estremamente flessibili, anche con solo 1€, rendendo questa strategia accessibile a tutti.

Per chi ha una somma importante, una strategia ibrida è spesso la soluzione migliore: investire una parte subito (es. 50%) per non perdere i potenziali rialzi e dilazionare la parte restante tramite PAC nei 6-12 mesi successivi. Questo bilancia l’efficienza statistica con la sostenibilità psicologica.

Come scoprire se sei un investitore ansioso o freddo prima di mettere soldi veri?

La teoria è una cosa, la pratica un’altra. Possiamo leggere decine di libri sulla finanza comportamentale, ma non sapremo mai veramente come reagiremo a una perdita finché non la sperimenteremo sulla nostra pelle. Capire il proprio profilo di rischio è essenziale per costruire una strategia di investimento che saremo in grado di mantenere nel tempo, anche durante le turbolente fasi di mercato. Non si tratta di essere “giusti” o “sbagliati”, ma di essere onesti con se stessi.

I consulenti finanziari utilizzano questionari per definire il profilo di rischio, ma esiste un metodo molto più empirico e realistico. In Italia, alcuni broker come Directa offrono un conto demo che permette di fare trading con soldi virtuali. Sebbene utile per familiarizzare con la piattaforma, il demo non replica la componente emotiva. Un test molto più efficace è quello di iniziare con una somma di denaro reale, ma molto piccola. Ad esempio, investire 100€ in un ETF azionario globale e osservare le proprie reazioni per un mese.

Directa offre un conto demo per testare le proprie reazioni emotive. Con 673 ETF senza commissioni, è possibile investire una piccola somma (100€) e osservare le proprie reazioni alle fluttuazioni per un mese prima di iniziare il vero PAC.

– Testimonianza basata su dati JustETF e Directa

Se la perdita di 5€ su 100€ vi causa insonnia o il desiderio irrefrenabile di controllare l’app ogni cinque minuti, probabilmente avete un profilo molto prudente. In questo caso, un PAC automatico diventa non solo consigliato, ma indispensabile. Usando delle metafore calcistiche, potremmo identificare tre profili: il “Profilo Catenaccio”, che privilegia la difesa del capitale e ha bisogno di automatismi; il “Profilo Contropiede”, più bilanciato e a suo agio con un mix di rischio e stabilità; e il “Profilo Tridente d’Attacco”, più aggressivo e disposto ad accettare maggiore volatilità per maggiori rendimenti.

Perché iniziare a investire a 25 anni richiede la metà dello sforzo rispetto a iniziare a 40?

Se c’è una legge immutabile nella finanza, è questa: il tempo è l’asset più potente di tutti. Questo grazie a un fenomeno quasi magico chiamato interesse composto. In parole semplici, è l’interesse che guadagni non solo sul tuo capitale iniziale, ma anche sugli interessi accumulati negli anni precedenti. È un effetto valanga: più a lungo lasci i tuoi soldi investiti, più velocemente cresceranno, in modo esponenziale.

L’impatto di questo principio è sbalorditivo. Ipotizziamo di voler raggiungere un capitale di 500.000 euro a 67 anni (età pensionabile) con un rendimento medio del 7% annuo. Secondo i calcoli, l’interesse composto dimezza lo sforzo mensile partendo presto: un 25enne dovrebbe investire circa 200€ al mese per raggiungere l’obiettivo. Se invece iniziasse a 40 anni, lo sforzo mensile quasi raddoppierebbe, salendo a circa 450€ al mese. Aspettare 15 anni significa dover versare più del doppio ogni mese per ottenere lo stesso risultato finale.

Pianta che cresce progressivamente in vasi di dimensioni crescenti

Questo concetto è ancora più cruciale nel contesto italiano. Con un sistema pensionistico pubblico (INPS) sotto pressione e un’inflazione che, sebbene contenuta, erode il potere d’acquisto, il cosiddetto “gap previdenziale” (la differenza tra l’ultimo stipendio e la prima pensione) è destinato ad allargarsi. Iniziare un piano di accumulo da giovani non è più un’opzione per “avere qualcosa in più”, ma una necessità strategica per garantirsi un tenore di vita adeguato in futuro. L’inflazione core al 1,8% nel 2024 è un monito costante di questa urgenza.

Ogni anno di ritardo non è solo un anno di contributi persi, ma un anno di interesse composto a cui si rinuncia per sempre. Ecco perché la risposta alla domanda “qual è il momento migliore per iniziare a investire?” è sempre “ieri”. La seconda migliore risposta è “oggi”.

Da ricordare

  • L’inflazione è un rischio certo e silenzioso; la volatilità dei mercati è un rumore di fondo gestibile con la giusta strategia.
  • Il Piano di Accumulo (PAC) è prima di tutto uno strumento psicologico che automatizza le buone abitudini e neutralizza le decisioni emotive.
  • Il tempo è il tuo più grande alleato: iniziare a investire presto ha un impatto molto maggiore sull’obiettivo finale rispetto all’importo investito.

PAC (Piano di Accumulo) su ETF: come impostarlo in banca per dimenticarsi della volatilità?

Siamo giunti alla fase operativa. Abbiamo capito perché investire, come gestire la paura e l’importanza del tempo. Ora, vediamo concretamente come impostare un Piano di Accumulo (PAC) su ETF. La buona notizia è che le principali banche e broker online italiani hanno reso questo processo estremamente semplice e accessibile, spesso a costi irrisori o nulli.

Un PAC automatico non è altro che un ordine permanente dato alla propria banca o broker di investire una cifra fissa (es. 200€) in uno o più ETF scelti, a una data prestabilita (es. il 1° o il 15 di ogni mese). Una volta impostato, il processo è completamente automatico: i soldi vengono prelevati dal conto corrente e investiti, senza che sia richiesto alcun intervento manuale. Questa è la vera chiave per “dimenticarsi della volatilità”: l’automazione sconfigge l’emotività.

Come spiega Fineco, una delle principali banche italiane a offrire questo servizio:

Replay è il sistema di investimento automatico che ti consente di accumulare un capitale su uno o più ETF attraverso piccoli investimenti mensili. Scegli tu gli ETF su cui vuoi investire e indica quanto vuoi investire ogni mese.

– Fineco Bank, Guida PAC Fineco 2024

La scelta del broker dipende dalle proprie esigenze, ma per un PAC su ETF, i fattori da considerare sono i costi, il numero di ETF disponibili per il piano e la flessibilità. Molti broker offrono PAC a zero commissioni su una vasta selezione di ETF.

La tabella seguente confronta tre delle opzioni più popolari in Italia per impostare un PAC automatico.

Confronto PAC automatici: costi e funzionalità 2024
Broker Costo PAC ETF ETF disponibili Frequenza Importo minimo
Directa 0€ 500+ ETF Mensile 50€
Fineco 0€ (selezione) 800+ ETF Mensile 50€
Scalable Capital 0€ 1.900+ ETF Settimanale/Mensile 1€

Impostare un PAC richiede meno di 15 minuti. È un piccolo sforzo oggi che, grazie all’automazione e all’interesse composto, può fare una differenza enorme per il vostro futuro finanziario.

Domande frequenti sul timing di mercato

Conviene aspettare un ribasso per entrare?

Non esiste un broker migliore in assoluto per tutti. Ogni intermediario ha caratteristiche diverse: il timing perfetto è impossibile da prevedere, meglio iniziare gradualmente.

Quanto investire subito con 10.000€ disponibili?

Strategia ibrida consigliata: 50% subito (5.000€) e 50% in 6-12 rate mensili per bilanciare rischio e opportunità

Il PAC protegge davvero dalla volatilità?

Il PAC automatico permette di comprare di più quando i prezzi scendono, mediando il prezzo di carico nel tempo

Per trasformare queste conoscenze in azione, il passo successivo è impostare il vostro primo Piano di Accumulo automatico, anche con un importo minimo.

Scritto da Elena Ricci, Consulente Finanziario Autonomo (CFA) iscritta all'Albo OCF, esperta in costruzione di portafogli efficienti e finanza comportamentale. Da 12 anni aiuta i risparmiatori a gestire i propri investimenti senza conflitti di interesse.